“L’aeroporto di Falconara grande leva. Il futuro è più ibrido”
MASSIMILIANO Polacco, direttore Confcommercio Marche, come stanno le imprese in regione? Com’è andato il 2025?
“Il 2025 è stato un anno di consolidamento e di maturazione. Le imprese marchigiane, in particolare quelle del terziario, hanno dimostrato grande capacità di adattamento e una rinnovata fiducia nel futuro. Dopo una fase complessa, il sistema economico regionale ha saputo reagire investendo in qualità, servizi, professionalità e relazione con il cliente. Non è stato un anno privo di sfide, ma è stato certamente un anno che ha rafforzato le basi per una crescita più solida, sostenibile e consapevole, con segnali positivi soprattutto nei consumi legati all’esperienza e al valore del servizio”.
Quali sono i settori del terziario che vede più in difficoltà e quelli che crescono maggiormente?
“Nel terziario non parlerei tanto di settori in difficoltà, quanto di modelli che stanno evolvendo. Il digitale non va interpretato come un elemento di penalizzazione, ma come uno strumento fondamentale. Il commercio oggi è chiamato a integrare il digitale per valorizzare lo spazio fisico, migliorare il rapporto con il cliente e rafforzare la propria identità. Le imprese che crescono sono quelle che hanno saputo leggere questo cambiamento: il commercio specializzato, la ristorazione di qualità, il turismo e i servizi alla persona registrano buone performance proprio perché offrono esperienze, competenze e valore aggiunto. Il futuro è sempre più ibrido, e le imprese marchigiane stanno dimostrando di saperlo interpretare con intelligenza”.
A livello turistico, quanto è importante l’aeroporto di Falconara e su cosa può migliorare?
“L’aeroporto di Falconara rappresenta una leva strategica fondamentale per il turismo e per l’intero sistema dei servizi regionali. Un segnale molto positivo è il recente coinvolgimento di Confcommercio nelle fasi strategico-decisionali: questo dimostra la volontà dell’aeroporto di mettersi a sistema, di dialogare in modo operativo con il territorio e con chi rappresenta non solo il turismo, ma anche una vasta rete di servizi che dall’aeroporto possono trarre nuove opportunità di sviluppo. Migliorare significa continuare su questa strada: rafforzare i collegamenti, rendere più efficace la comunicazione e costruire una strategia condivisa che trasformi l’aeroporto in un vero motore di crescita per l’economia regionale”.
Riguardo invece al porto di Ancona?
“Le Marche sono un porto di passaggio e di collegamento per il traffico dei passeggeri. Per questo stiamo spingendo per far diventare il porto di Ancona una tappa delle crociere. Questo permetterebbe una maggiore opportunità economica e una capacità in più sul turismo di ritorno. Ci stiamo lavorando con il Comune, così che la città possa avere un riconoscimento. Riguardo il transito delle merci invece dobbiamo far sì che il nostro porto rimanga un punto di collegamento con il mondo Orientale”.
Si è parlato più volte di destagionalizzazione degli arrivi. Secondo lei è un obiettivo raggiungibile?
“È un obiettivo non solo raggiungibile, ma necessario e profondamente coerente con l’identità delle Marche. La nostra regione ha un patrimonio straordinario che va ben oltre i mesi estivi: città d’arte, borghi, eventi culturali, enogastronomia, natura, shopping di qualità. La destagionalizzazione richiede visione, continuità e gioco di squadra. Confcommercio crede fortemente in questo percorso e lavora ogni giorno per accompagnare le imprese, costruire reti e sostenere una programmazione di qualità. È anche grazie a una rappresentanza forte, concreta e radicata che si può sviluppare un turismo capace di generare valore durante tutto l’anno”.
Nel 2025 avete celebrato gli 80 anni di storia. Un grande successo. Che obiettivi vi siete posti per il 2026?
“Ottant’anni di Confcommercio non sono solo un traguardo simbolico, ma una responsabilità verso le imprese che rappresentiamo. Per il 2026 vogliamo rafforzare ancora di più il nostro ruolo di interlocutore autorevole, capace di individuare soluzioni concrete, anticipare i cambiamenti e accompagnare gli imprenditori nelle scelte strategiche. Continueremo a lavorare su formazione, innovazione, semplificazione e dialogo con le istituzioni. Confcommercio è una comunità che cresce insieme alle imprese e che ogni giorno dimostra di essere una risorsa fondamentale per il territorio”.
C’è una soluzione, secondo lei, per tutelare maggiormente i negozi di prossimità?
“I negozi di prossimità sono molto più che attività economiche: sono presìdi sociali, punti di riferimento per le comunità ed elementi essenziali della qualità urbana. La tutela passa da un insieme di azioni: politiche urbane mirate, incentivi, regole eque sulla concorrenza e una forte integrazione tra commercio, turismo e cultura. Confcommercio lavora quotidianamente per portare queste istanze ai tavoli istituzionali e per aiutare le imprese a innovarsi senza perdere identità. Difendere i negozi di prossimità significa difendere il cuore delle nostre città. Ora vogliamo dare maggiore inpulso sul mercato del digitale, così che i negozi di vicinato possano comunicare con delle vetrine online. In questo modo possono far conoscere il proprio prodotto, così il consumatore viene invogliato a tornare nei centri storici. Un nuovo percorso, diretto sul prodotto, non più attraverso lo shopping e la passeggiata. Così il consumatore lo prendiamo prima”.