Multifunzionalità e vendita diretta
Il 2025 è stato un anno complesso per l’agricoltura della provincia della Spezia, segnato da andamenti molto differenziati tra i vari comparti e da un contesto climatico ed economico in continua evoluzione. Ne parliamo con Paolo Campocci (nella foto), direttore Coldiretti Genova e La Spezia.
Campocci, cosa dobbiamo aspettarci?
“Quella del 2025 è stata un’annata che, pur con criticità evidenti, ha confermato la capacità di adattamento delle imprese agricole locali, chiamate a operare in un territorio tanto affascinante quanto fragile. Particolarmente difficile la situazione dell’olivicoltura: il 2025 viene ricordato come uno degli anni peggiori dell’ultimo decennio, a causa degli effetti del cambiamento climatico e della diffusione della cecidomia dell’olivo, che ha compromesso in molti casi la produzione, portando alcune aziende a non effettuare la raccolta”.
Uno sguardo al futuro…
“Per il 2026 si guarda con prudente fiducia a un possibile ritorno su livelli produttivi più in linea con il trend storico, confidando nel naturale alternarsi tra anno di scarica e anno di carica”.
L’altro importante settore produttivo del territorio, è quello della viticoltura. Quali segnali all’orizzonte?
“Per il comparto viticoltura, settore che continua a rappresentare un elemento di attrazione anche per i giovani interessati a intraprendere un percorso agricolo, il quadro è più stabile. Nel 2025 si è registrata una lieve contrazione dei consumi, influenzata anche dai cambiamenti normativi e dal contesto internazionale, con una conseguente presenza di stock in cantina. Il 2026 potrebbe configurarsi come un anno di assestamento, mentre restano da valutare gli effetti degli accordi commerciali internazionali, come il Mercosur e il loro possibile impatto sul comparto”.
In prospettiva, cosa succederà all’agricoltura del territorio?
“Multifunzionalità e vendita diretta si confermano elementi centrali per l’agricoltura spezzina. In un territorio con scarsa disponibilità di superficie coltivabile e aziende di piccole dimensioni, agriturismo, attività connesse e rapporto diretto con il consumatore rappresentano un baluardo per la sostenibilità economica e sociale delle imprese agricole locali nel 2026″.
Roberta Della Maggesa