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“Un piano straordinario per l’Umbria”

IL 2026 si apre in un contesto complesso per l’economia. È il presidente di Confindustria Umbria, Giammarco Urbani, a fare...

IL 2026 si apre in un contesto complesso per l’economia. È il presidente di Confindustria Umbria, Giammarco Urbani, a fare il quadro della situazione e a tracciare le linee per il futuro.

Quali sono i punti di forza dell’industria umbra e quali le sfide più urgenti?

“Il 2026 si apre in uno scenario articolato, ma l’industria umbra può contare su alcuni punti di forza significativi: la qualità del tessuto manifatturiero, la capacità di molte imprese di operare nelle filiere nazionali e internazionali e una diffusa propensione all’innovazione. Allo stesso tempo, le sfide non mancano. Pesano l’incertezza del contesto internazionale, il costo dell’energia, la complessità regolatoria e la difficoltà a reperire capitale umano qualificato. A questo si aggiungono nodi strutturali noti, come le infrastrutture e i tempi amministrativi. In questo quadro, strumenti come la Zes Unica rappresentano un’opportunità concreta. I primi riscontri sono positivi e confermano l’interesse delle imprese, soprattutto per la semplificazione amministrativa e il credito d’imposta per gli investimenti, che può sostenere scelte industriali importanti. Perché questa opportunità esprima pienamente il suo potenziale, è però necessario continuare a lavorare su alcuni correttivi: dall’ampliamento delle aree eleggibili alla valutazione di una misura ponte per le imprese che oggi restano escluse, pur avendo caratteristiche per investire”.

Guardando alle criticità strutturali dell’Umbria, dimensione d’impresa, infrastrutture e competenze, quali sono le leve su cui intervenire per rendere il 2026 un anno di svolta?

“È necessario intervenire in modo coordinato. La crescita dimensionale delle imprese è un tema centrale: mercati sempre più complessi richiedono organizzazioni più strutturate, capaci di investire, innovare e affrontare le transizioni. Diventa decisiva la capacità di attrarre capitali e investimenti esterni per rafforzare il sistema produttivo e creare le condizioni per un progressivo alleggerimento della pressione fiscale, fondamentale per aumentare l’attrattività del territorio e sostenere la capacità di spesa delle famiglie. Un altro nodo decisivo riguarda le infrastrutture, materiali e immateriali. Le priorità sono note. È necessario passare dalla progettazione all’attuazione, mettendo a terra gli interventi con tempi certi e forte capacità di coordinamento. Anche il capitale umano è fondamentale: ridurre il divario tra domanda e offerta di competenze, rafforzando il collegamento tra imprese e formazione è indispensabile per sostenere la produttività. Per tenere insieme questi elementi abbiamo proposto un Piano straordinario per l’industria umbra: un progetto che concentri risorse e politiche su produttività, innovazione, investimenti, formazione, energia e infrastrutture, costruendo una visione condivisa di sviluppo”.