“Stop fughe all’estero. Serve una formazione più attenta ai bisogni”
CRISI DEL MANIFATTURIERO, lavoro, giovani: l’analisi di Silvia Russo, segretaria generale Cisl Toscana, sulle sfide economiche del 2026 tra le difficoltà da superare e la necessità di investire in tecnologia.
Come inizia questo 2026 e quali sono le prospettive?
“Industria e manifattura evidenziano problemi già dall’anno scorso e dal precedente, soprattutto nel Made in Italy: moda e lusso tra Firenze e Prato, pelletteria e concia nel Pisano, finiture meccaniche. Il dato ce lo restituisce anche l’Irpet: nonostante un lieve segno positivo della produttività, siamo in calo ormai da tempo. Non siamo di fronte a una crisi congiunturale e ciclica, ma a una crisi strutturale delle nostre aziende. Dobbiamo quindi porci il problema di come farle ripartire”.
Come procedere dunque?
“È vero che la Regione ha messo a disposizione bandi per le aziende, ma dobbiamo innanzitutto capire quali siano le prospettive future, anche alla luce delle difficoltà sui mercati internazionali. L’export toscano è ancora con il segno più, ma questo è dovuto in particolare alla farmaceutica, che regge bene e anzi aumenta la produttività. Tuttavia incombe il tema dei dazi, che ci preoccupa anche per i settori che oggi funzionano. L’oreficeria dell’Aretino tiene, ma non senza difficoltà. Il tasso di occupazione complessivo regge, come a livello nazionale, ma nel manifatturiero è in progressiva diminuzione e ciò ci preoccupa”.
Giovani, continua la fuga verso l’estero. In Toscana come siamo messi?
“Gli indicatori ci dicono che siamo messi meglio rispetto alla media italiana, ma dal nostro osservatorio vediamo che la capacità di assorbimento del territorio è ancora troppo bassa. Serve mettere meglio in relazione domanda e offerta di lavoro e indirizzare i giovani verso una formazione e un’offerta scolastica più coerenti con le opportunità occupazionali, perché il manifatturiero cerca personale già formato”.
Su cosa investire dunque?
“Dobbiamo puntare su tipologie di lavoro più avanzate, quelle che oggi i giovani cercano all’estero. L’alta tecnologia sarà centrale nella manifattura del domani e va sperimentata in modo mirato nei nostri territori”.
Carlo Casini