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L’Europa e il mondo che cambia. Nuove sfide per le imprese

di Guglielmo Vezzosi

LA SFIDA DELLE SFIDE che attraversa la politica, ma anche la società civile e il mondo economico produttivo, in questo inizio di 2026, riguarda senza dubbio il ruolo che l’Europa sarà chiamata ad esprimere sullo scenario globale. Una stagione, quella in cui viviamo, che vede scardinate certezze fino ad oggi mai messe in discussione a favore di una geometria di equilibri sempre mutevoli, che richiedono forte coesione e capacità di risposta rapida. Qualità e attitudini che il Vecchio Continente, ora come non mai, dovrà saper dimostrare di esprimere al meglio. Un’ampia porzione della partita si gioca sui tavoli dell’economia e della competizione ed esige capacità, da parte delle imprese, di sapersi “rigenerare“ e riorganizzare a velocità prima mai considerate. Questo significa in altre parole imparare a sviluppare competenze nuove per saper leggere la complessità e anticipare il mercato, gestire la grande incertezza dei nostri giorni e prendere tempestivamente le decisioni conseguenti.

Un processo non semplice, che impone un approccio culturale completamente diverso, una capacità di coltivare e ripensare il modo stesso di essere azienda. Insomma, l’astuccio del saper fare – dove creatività, gusto e genio sono da sempre prerogative italiane – dovrà sempre più arricchirsi di competenze e strategie inedite. Fino a formare un patrimonio di competenze e capacità di innovazione digitale, ecologica e tecnologica che, non a caso, viene tratteggiato da molti analisti come determinante per decidere chi saprà competere in un domani che è già oggi. Ma come rispondono le imprese a questi segnali di cambiamento? Le più attente investono risorse mettendo a punto procedure per imparare a muoversi con rapidità in contesti e scenari sempre più imprevedibili. E questo, riportato su una scala di maggiori dimensioni, significa contribuire a ripensare e a “rigenerare” l’Europa come un grande soggetto capace di essere attore globale sullo scenario internazionale. In grado cioè di prendere decisioni rapide ed efficaci secondo le diverse situazioni, pur senza mai dimenticare il patrimonio di valori del nostro essere Europa, ovvero libertà, democrazia, pluralismo, solidarietà, uguaglianza, inclusione, rispetto della dignità umana.

Le pagine che seguono testimoniano una contagiosa voglia di fare e di mettersi in gioco, supportata da risultati e numeri positivi. In questo inserto speciale vengono infatti presentati i migliori fatturati delle prime mille imprese tra Toscana, Umbria e provincia de La Spezia, l’area diffusionale del nostro giornale. Le Top Aziende appunto, ovvero altrettante storie che raccontano impegno ed eccellenza da parte di chi insegue il futuro e anzi cerca di anticiparlo con passione e tenacia, per non essere solo un semplice spettatore del cambiamento, ma un protagonista in grado di esprimere creatività e visione condivisa degli obiettivi. Completano l’inserto le interviste alle associazioni di categoria, che illustrano la situazione all’inizio del 2026 e le prospettive per i prossimi mesi nei vari comparti e settori produttivi, insieme alle richieste dei sindacati per la soluzione delle vertenze ancora aperte in numerose realtà.