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“Al primo posto deve esserci il lavoro di qualità”

LA SEGRETARIA regionale della Cgil Maria Rita Paggio (nella foto) affronta il tema dello sviluppo e delle disuguaglianze. Quali sono i...

LA SEGRETARIA regionale della Cgil Maria Rita Paggio (nella foto) affronta il tema dello sviluppo e delle disuguaglianze.
Quali sono i pilastri per un modello di sviluppo che crei lavoro di qualità e ricucia le fratture sociali della regione?
“Le politiche di sviluppo non possono essere lasciate alle sole logiche di mercato e al centro di ogni strategia deve esserci il lavoro di qualità. È necessario contrastare precarietà, bassi salari e spopolamento giovanile attraverso politiche industriali pubbliche che sostengano occupazione stabile, sicurezza nei luoghi di lavoro e rispetto dei contratti collettivi. Il rilancio di manifatturiero, artigianato e agroalimentare deve avvenire tutelando i diritti dei lavoratori e rafforzando la contrattazione. Anche il turismo, settore strategico, non può basarsi su lavoro povero e stagionale”.
Quale modello di salute pubblica è necessario per garantire il diritto alla cura e valorizzare chi lavora nel settore?
“È fondamentale una forte azione di programmazione e riforma incentrata sulla capacità di prendere in carico i bisogni dei cittadini, con percorsi di prossimità, investendo su prevenzione e corretta gestione delle cronicità. Occorre abbandonare l’approccio degli anni passati, basato sull’aumento delle prestazioni, che ha spostato politiche regionali e investimenti a favore del privato, determinando un indebolimento del pubblico. Auspichiamo un piano socio sanitario regionale integrato e un rafforzamento territoriale basati su adeguati finanziamenti, valorizzazione del personale e delle professionalità, efficientamento della rete di emergenza e buone relazioni sindacali”.
Questione femminile: quali interventi strutturali servono per passare da una parità dichiarata a una reale partecipazione delle donne alla vita economica e decisionale?
“Per generare buona occupazione femminile serve regolare il mercato del lavoro contrastando le forme più precarie (ad es. part time involontario) e incentivando contratti a tempo indeterminato. E ancora: investimenti sulla formazione e per espandere il sistema di welfare a supporto della genitorialità e per il sostegno al lavoro di cura di anziani e non autosufficienti”. S.M.