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“Regole chiare e tutele efficaci per competere”

"INNOVAZIONE, resilienza climatica e competitività internazionale sono le grandi sfide che l’agricoltura dovrà affrontare nel 2026". A dirlo, il presidente...
di Lisa Ciardi

INNOVAZIONE, resilienza climatica e competitività internazionale sono le grandi sfide che l’agricoltura dovrà affrontare nel 2026″. A dirlo, il presidente di Confagricoltura Toscana, Carlo Bartolini Baldelli, che traccia un bilancio dell’anno appena concluso e delinea le prospettive future.

Come è stato il 2025 per l’agricoltura toscana? “Un anno impegnativo, ma anche di grande impegno collettivo e progettualità. Non ci siamo limitati ad affrontare le criticità: abbiamo lavorato per rafforzare la voce delle imprese agricole toscane nei confronti delle istituzioni regionali, nazionali e comunitarie, portando in primo piano temi come la Pac, la tutela dei mercati esteri e la sostenibilità ambientale. Abbiamo promosso momenti di confronto e opportunità di crescita per il settore”.

Quali sono state le principali criticità e quali i punti di forza? “Le difficoltà non sono mancate: la burocrazia, i ritardi nei rimborsi delle calamità naturali (come quelli legati alla peronospora) e il costo del lavoro restano temi aperti, oltre alla necessità di una Pac più semplice e rispondente alle esigenze reali delle aziende. Tuttavia, la qualità delle produzioni toscane resta un valore competitivo riconosciuto; e iniziative come la valorizzazione della Toscana diffusa o il riconoscimento di comuni virtuosi con le Spighe Verdi evidenziano la capacità dei nostri agricoltori di coniugare sostenibilità, tutela del paesaggio e sviluppo socio-economico”.

Si è da poco insediata la nuova giunta regionale: cosa chiedete per il settore? “Un dialogo costante e azioni concrete: semplificazione amministrativa, supporto all’accesso ai bandi e investimenti in infrastrutture materiali e immateriali. È fondamentale che la Regione sostenga le imprese agricole nei processi di innovazione tecnologica e nella gestione del rischio climatico, ma anche nella valorizzazione del territorio rurale. Serve un impegno forte per migliorare l’accesso ai servizi e alle informazioni, perché le opportunità ci sono, basta saperle cogliere”.

Cosa serve invece a livello nazionale e internazionale? “Una politica agricola che guardi davvero alla competitività delle imprese, con strumenti che affrontino temi come la concorrenza sleale, la giusta valorizzazione di Dop/Igp e incentivi per giovani e nuove imprese. A livello internazionale la Toscana deve poter competere con regole chiare e tutele efficaci nei confronti di accordi commerciali che rischiano di premiare prodotti meno sostenibili. Solo così potremo rafforzare l’export delle nostre eccellenze, dal vino all’olio, e consolidare il ruolo del made in Tuscany nei mercati mondiali”.