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Desertificazione: “Cities è la sfida”

LA DESERTIFICAZIONE commerciale è una delle criticità più rilevanti che oggi interessano le città italiane e rappresenta una sfida strategica...

LA DESERTIFICAZIONE commerciale è una delle criticità più rilevanti che oggi interessano le città italiane e rappresenta una sfida strategica anche per il territorio spezzino. Un fenomeno che non si limita alla chiusura dei negozi, ma che incide in modo diretto su vivibilità urbana, sicurezza, identità dei quartieri e coesione sociale. “Quando un’attività abbassa definitivamente la saracinesca – afferma il presidente di Confcommercio Imprese per l’Italia La Spezia, Sergio Camaiora (nella foto) – non perdiamo soltanto un esercizio commerciale, ma un presidio di relazione, di servizio e di vitalità. La desertificazione commerciale svuota progressivamente le città e ne indebolisce il tessuto economico e sociale”.

Negli ultimi anni il commercio di prossimità ha subìto un ridimensionamento costante, determinato dall’evoluzione dei consumi, dall’aumento dei costi di gestione, dalla pressione dei canoni di locazione e dalla crescente incidenza delle vendite online. Un processo che colpisce in particolare i centri urbani e i quartieri, dove la perdita di attività tradizionali produce effetti a catena sull’attrattività e sulla qualità della vita. È in questo scenario che si inserisce il progetto nazionale Cities, promosso da Confcommercio, che individua nelle imprese urbane e nelle economie di prossimità un fattore chiave per la rigenerazione delle città.

“Cities – spiega Camaiora – nasce dalla consapevolezza che il commercio di vicinato non è un residuo del passato, ma una risorsa strategica. Senza una rete diffusa di negozi, servizi e attività, i centri urbani rischiano di perdere la loro funzione sociale”. Per Confcommercio La Spezia il contrasto alla desertificazione commerciale non può prescindere da una visione integrata delle politiche urbane. Rigenerazione degli spazi pubblici, sostegno alle economie locali, maggiore equilibrio nei canoni di locazione, una mobilità più sostenibile e accessibile e l’utilizzo delle tecnologie digitali per supportare le decisioni pubbliche sono alcune delle direttrici su cui costruire il rilancio. “Il commercio deve tornare a essere considerato una vera infrastruttura della città – sottolinea il presidente – al pari dei servizi essenziali”.

La sfida dei prossimi anni, in vista del 2026, sarà quella di costruire alleanze stabili tra istituzioni, imprese e comunità locali, trasformando una criticità strutturale in un’opportunità di sviluppo.