“Difendiamo la qualità”
LE SFIDE del 2026 e alcuni temi (Pac, Mercosur) bollenti. Per Letizia Cesani (nella foto), presidente di Coldiretti Toscana, si aprono settimane delicate.
Su cosa puntare subito?
“Abbiamo preoccupazioni non da poco, visto che lo scenario europeo ci sembra indicare una strada che noi non condividiamo e che ci preoccupa molto. Dalla Pac alla mancanza di reciprocità nell’accordo del Mercosur”.
Sulla Pac si respira un po’ di ottimismo…
“Il risultato della Pac, e mi riferisco al recupero di 10 miliardi di risorse, non sarebbe arrivato senza le nostre mobilitazioni e il lavoro di raccordo con il governo. Si tratta di un miliardo in più rispetto alla precedente programmazione. E’ un risultato impensabile rispetto alla posizione di chiusura della Von der Leyen. Di questa commissione di tecnocrati però continuiamo a non fidarci. Per questa ragione la nostra mobilitazione prosegue ad oltranza”.
Lo stesso non si può dire del Mercosur.
“Ecco qui la situazione è molto diversa. Lungi da noi voler essere individuati come protezionisti, per noi i nuovi mercati sono un obiettivo, ma non a queste condizioni. Non c’è da esporre i nostri agricoltori alla concorrenza sleale o esporre i consumatori a poter acquistare merci che, da noi, sarebbero considerate fuori legge o non salubri. Non possiamo accettarlo: il principio di reciprocità deve diventare un pilastro di tutti i rapporti commerciali, uno strumento di difesa anche dei primati di qualità, trasparenza e sostenibilità che la nostra agricoltura e la nostra economia ha raggiunto anche grazie alle risorse della Pac”.
Tra le sfide del futuro c’è il rapporto con l’intelligenza artificiale?
“Assolutamente sì. Noi crediamo che l’innovazione, anche tecnologica, sia un’opzione non derogabile e che debba essere messa a disposizione delle nostre imprese agricole. Ma considerando una cosa fondamentale: l’IA è uno strumento”.
Dunque serve grande attenzione?
“Esatto. E poi ci dobbiamo chiedere: quanto è il prezzo a livello ambientale dell’intelligenza artificiale? Per noi il tema della sostenibilità è il pane quotidiano e siamo molto preoccupati per questo. Può essere un aiuto, non oltre. E non scordiamoci che nel nostro settore ci sono aree rurali dove ancora non c’è Internet…”.
Niccolò Gramigni