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“Servizi digitali per crescere, ma con forti radici nel territorio”

UN 2026 che si apre sotto il segno della continuità operativa e che mira a una prudente, ma costante crescita....
di Claudio Bolognesi

UN 2026 che si apre sotto il segno della continuità operativa e che mira a una prudente, ma costante crescita. Emil Banca, pilastro del Credito Cooperativo e parte del Gruppo Bcc Iccrea, archivia un 2025 solido e si proietta nel nuovo anno con una strategia che mette al centro il “valore della prossimità”.

Segnali positivi nel 2025. I dati preliminari tracciano infatti il profilo di un istituto in salute. Con masse amministrate che toccano gli 11,8 miliardi di euro (+2,3%), Emil Banca ha saputo navigare in un contesto di tassi variabili e margini di interesse in contrazione.

“Il 2025 si chiude bene in termini di volumi, impieghi e raccolta”, esordisce il direttore generale, Matteo Passini. “Certo, il margine di interesse è minore rispetto al passato, e questo si rifletterà sui numeri finali del conto economico – prosegue Passini –, ma il risultato complessivo resta molto buono. Cresciamo costantemente, un punto percentuale alla volta, mantenendo una redditività che ci permette di patrimonializzare e investire sul territorio”.

La sfida del 2026: tra dazi e mercati esteri.

Il nuovo anno porta con sé incertezze globali che ricadono direttamente sulle imprese emiliane, storicamente votate all’export. La missione della banca per il 2026 è chiara: aiutare le aziende a diversificare. “Nel breve periodo la sfida è mantenere il fatturato, specialmente per chi esporta in mercati colpiti da dazi o instabilità – spiega Passini –. Noi rispondiamo con 4 miliardi di euro di impieghi e una qualità del credito altissima: le sofferenze sono ferme allo 0,5%. Preferiamo una crescita piccola, del 2-3% annuo, ma costante e sicura”.

Presenza fisica e nuovi presidi.

Mentre il sistema bancario nazionale racconta di chiusure sempre più frequenti di sportelli anche e soprattutto in centri piccoli o realtà periferiche, Emil Banca va in controtendenza. Alle 97 filiali attuali si aggiungerà a breve quella di Spilamberto, consolidando la presenza nel modenese dopo la recente ultima apertura a Fidenza, nel parmense. “Siamo una banca che deve fare utile per reinvestirlo – sottolinea il dg –.Oggi contiamo 56 mila soci e il loro bisogno di supporto cresce proporzionalmente alla nostra capacità di fare banca. Manteniamo i presidi anche in Appennino e nei territori in difficoltà. Lì, però, è necessario unire le forze con enti pubblici e associazioni, e devo dire che questo aspetto di collaborazione è più semplice da trovare in Emilia-Romagna rispetto ad altre realtà regionali”.

Innovazione digitale e previdenza per i giovani.

Il 2026 sarà anche l’anno della digitalizzazione “umanizzata”, portata avanti in sinergia con la capogruppo Iccrea. “Non investiremo in innovazione digitale per tagliare posti di lavoro, ma per lavorare meglio con i clienti e per farli lavorare meglio”, chiarisce Passini. Parallelamente, la banca punta forte sulla consulenza previdenziale e assicurativa (“che ha avuto un’importante crescita nel 2025”), con un occhio di riguardo alle nuove generazioni. “Bisogna educare i giovani alla prevenzione e alla previdenza. Il mondo cambia e noi dobbiamo cambiare con lui, offrendo prodotti che si leghino a questo nuovo contesto di trasformazione sociale”. ribadisce Pasini.

Il dialogo con le istituzioni.

In un’Emilia-Romagna che ha appena approvato una manovra regionale da 14 miliardi, il ruolo di Emil Banca come interlocutore istituzionale è cruciale. “Il dialogo con la Regione è ottimo – conferma Passini –. Siamo chiamati al tavolo quando ci sono crisi su casa e lavoro, pronti a studiare operazioni particolari di credito per sostenere l’economia civile e il terzo settore. In questa regione c’è uno spirito di cooperazione unico in Italia, il nostro compito è fare tutto quello che ci è possibile per alimentarlo”.