“La zona Zes è una grande opportunità. Diventi leva per crescere”
NEL 2025 le Marche sono entrate nella Zes, Zona economica speciale. Moira Amaranti, presidente Confartigianato Marche, e Gilberto Gasparoni, segretario Confartigianato Marche, che prospettive ci sono per il 2026 e cosa cambia per gli imprenditori associati?
“L’ingresso delle Marche nella Zes Unica rappresenta una ulteriore opportunità per rafforzare il tessuto produttivo regionale. Come Confartigianato, abbiamo sostenuto con convinzione questa misura perché risponde a esigenze concrete delle imprese introducendo semplificazioni amministrative, contributi alle assunzioni, tempi autorizzativi più rapidi e incentivi agli investimenti utilizzabili in una parte della regione. Per il 2026 ci aspettiamo che la Zes possa diventare una leva reale di sviluppo capace di tradurre le opportunità in crescita, occupazione e competitività come dimostrato già nel 2025 con 158 domande presentate per 70 milioni di euro”.
Il 2025 che anno è stato per l’artigianato e le piccole imprese?
“L’artigianato e le micro e piccole imprese nelle Marche costituiscono il 99,4% delle imprese attive, pari a 129.000 aziende, e occupano oltre 343.000 addetti. Si tratta di un sistema vitale che, nonostante le numerose difficoltà, continua a reggere, ma necessita di politiche di sostegno mirate per affrontare le sfide attuali e future. Il 2025 è stato un anno di resilienza per l’artigianato e le piccole imprese. Alcuni comparti, come moda, meccanica e legno-arredo hanno sofferto più di altri. Segnali positivi invece per cantieristica, agroalimentare, edilizia che tiene anche grazie agli interventi legati alla ricostruzione, per il turismo”.
Riguardo a bandi e fondi a favore delle imprese, la Regione può fare di più?
“Servono bandi realmente pensati per micro e piccole imprese, con risorse dedicate, criteri semplici e procedure snelle. È necessario superare i click day e privilegiare contributi a fondo perduto. Su questi argomenti Confartigianato Marche si è confrontata con la Giunta Regionale. L’esperienza dei bandi precedenti ha dimostrato la vitalità del tessuto imprenditoriale marchigiano: migliaia di progetti validi ma finanziamenti insufficienti. Occorre quindi puntare su pochi bandi ben strutturati, con risorse adeguate, per garantire risposte concrete alle imprese che investono, utilizzando la finanza agevolata. Importante anche sostenere l’accesso al credito agevolato tramite il Confidi Unico”.
Le eccellenze del Made in Italy e del Made in Marche devono essere maggiormente tutelate?
“La tutela del Made in Italy e del Made in Marche è una necessità concreta, soprattutto per proteggere il valore del saper fare artigiano. Il 77% delle imprese che partecipano al Made in Italy sono artigiane: è su questa fascia che devono concentrarsi le politiche di valorizzazione. La tutela passa dalla formazione dei giovani e dei profili mancanti, dal rafforzamento delle filiere e dal sostegno alla presenza sui mercati internazionali”.
Avete lanciato la campagna #acquistiamolocale. Quanto sono importanti i negozi di prossimità?
““Acquistiamo locale” è un invito a scegliere prodotti artigiani, espressione di qualità, identità e territorio. Non è solo un atto di consumo, ma una scelta consapevole che rafforza il legame tra imprese e comunità e valorizza un modello economico sostenibile. I negozi di prossimità, soprattutto nei piccoli borghi, svolgono un ruolo fondamentale economico e sociale. Sono presidi di relazione e servizi, non sostituibili dalle grandi catene o dall’online, e rappresentano un elemento importante anche per contrastare lo spopolamento”.
Avete firmato un accordo triennale con la Guardia di Finanza. Qual è l’obiettivo?
“Confartigianato e Guardia di Finanza, con la firma del protocollo confermano il proprio impegno nel presidiare i distretti produttivi, proteggere la qualità delle lavorazioni artigiane e assicurare condizioni eque di mercato, a beneficio delle imprese, dei consumatori e dell’intera economia regionale. In particolare, l’accordo si concentra sulle attività di prevenzione e contrasto della contraffazione, della produzione e commercializzazione di merci non conformi e dell’abusivismo commerciale, nonché sulla vigilanza verso possibili infiltrazioni della criminalità economico-finanziaria nell’economia legale, specialmente nelle fasi più delicate della vita delle imprese. Accanto alla tutela del Made in Italy, delle filiere artigiane e delle piccole e medie imprese, il protocollo pone l’accento sulla diffusione della cultura della legalità economica, con iniziative rivolte alle imprese, ai giovani e ai consumatori. Gli artigiani, le piccole e medie imprese marchigiane chiedono competitività e certezza delle regole; la collaborazione con la Guardia di Finanza rappresenta un presidio fondamentale contro il lavoro nero e ogni forma di infiltrazione criminale che penalizza chi opera nel rispetto delle norme”.