“Cambiare il paradigma del mercato dell’energia”
MARCO Bernardi, presidente di Illumia, in che modo traccerebbe un bilancio per l’anno da poco concluso? “Il 2025 è stato un anno che ha segnato profondi movimenti di mercato nel mondo dell’energia, cambiamenti stimolati sia da fattori geopolitici che macroeconomici. A volte questi due fattori si elidono a vicenda”.
In che modo? “Da una parte abbiamo una prospettica diminuzione dei prezzi dell’energia. Un fenomeno figlio di previsioni sul mercato all’ingrosso nel medio-lungo periodo, dovuto alla sempre maggiore diffusione delle rinnovabili. Inoltre questo calo dei prezzi è una conseguenza anche delle innovazioni tecnologiche, come l’intelligenza artificiale, che riduce i costi di gestione. Da un punto di vista macroeconomico, tutto questo porterebbe a pensare che i costi sul medio-lungo termine tenderanno a scendere, ma allo stesso tempo le tensioni geopolitiche in corso suggeriscono oggi uno scenario opposto. Infatti, il prezzo del gas aumenta”.
Come mai? “La responsabilità è di alcune storture. L’Europa, fino al 2022, si è affidata a un unico fornitore: la Russia. E ora sta facendo lo stesso con gli Stati Uniti, incorrendo negli stessi pericoli. Le caratteristiche del nostro mercato ormai le conosciamo e hanno a che fare con una strutturale debolezza dell’offerta”.
Illumia come sta reagendo? “In questo settore in cui permane incertezza ci stiamo muovendo con dinamicità: la nostra customer base si è consolidata positivamente nel 2025, attestandosi su un milione di clienti su tutto il territorio nazionale. La nostra strategia per portare risparmio visibile ai clienti finali è metterli nelle condizioni di consumare meno”.
Questo come avviene? “L’elemento prezzo difficilmente viene compreso dal cliente finale, che non conosce le condizioni a monte e valuta solo le spese confrontandole sul mese precedente. Se invece forniamo al cliente la possibilità di essere più autonomo, attraverso ad esempio l’installazione di pannelli fotovoltaici o pompe di calore, lo rendiamo parte attiva del mercato efficientando la propria spesa e contribuendo all’indipendenza energetica del Paese”.
In cosa si traduce questo? “Rendiamo la sostenibilità alla portata di tutti con impianti a prezzi accessibili e installazioni poco invasive. Trasformando il consumatore in produttore, ci si stacca dalle dinamiche di prezzo e questo per noi risulta un fattore game-changer”.
Ci dica di più. “Crediamo che questo approccio metta in azione una serie di efficienze che portano vantaggi concreti e visibili al cliente finale, perché la nostra ossessione è cambiare il paradigma del mercato. Non vendere commodity, ma indipendenza energetica. Sembra paradossale promuovere strumenti che ci portano a vendere meno energia, ma abbiamo scelto la strada della fidelizzazione del cliente”.
Vi occupate solo di retail? “No, la stessa attitudine l’abbiamo messa in campo anche nella produzione industriale. Il nostro piano al 2030 prevede l’installazione di circa 100 Mw di fotovoltaico. Coerentemente con questi obiettivi abbiamo già aperto cantieri per 30 Mw”.
Com’è andato il 2025, dunque? “Il Bilancio ‘25 chiuderà centrando gli ambiziosi obiettivi che avevamo annunciato a inizio anno, con qualche miglioramento per quanto concerne la parte dell’indebitamento, che abbiamo efficientato bene. Dal punto di vista locale, soprattutto nella comunicazione, siamo felici di portare il nostro contributo a Bologna”.
Qualche esempio? “Abbiamo mosso le acque a Natale con i famosi ‘masagni’ in piazza Maggiore. Siamo contenti di aver innescato un dibattito acceso e divertente. Non c’è proposta artistica che non generi discussione e risvegli i cuori, direi che l’obiettivo è stato raggiunto”.
Poi? “A fine 2025 si è aggiunto a noi un nuovo ambassador: Elio di Elio e le Storie Tese. La partnership sarà costellata da diversi spot, che rappresentano il nostro spirito indipendente e autoironico. Possiamo anticiparvi che realizzeremo con Elio anche un podcast che racconterà in modo irriverente il mondo dell’energia”.
E per il 2026? Cos’altro bolle in pentola? “Siamo il settimo operatore nazionale come numero di clienti, sentiamo la responsabilità di dare un contributo reale alla transizione energetica. Crediamo che non sia con l’ideologia che si cambiano davvero le cose. Ad esempio, insieme agli altri operatori siamo fortemente contrari alla proposta europea di essere veicolo di nuove tasse che ricadranno sui clienti finali con la normativa ETS2″.
In cosa consiste? “È una eco tassa mascherata da incentivo alla sostenibilità. Una normativa che prevede per i clienti che consumano gas un contributo compensativo per la CO2 emessa. Parliamo di circa 150 euro, cioè il 30% sulla bolletta annua, un incremento continuativo dei costi non indifferente per le famiglie. Riteniamo miope soprattutto il presupposto iniziale dell’Ue, cioè quello di stimolare processi virtuosi di elettrificazione attraverso una penalizzazione economica. In pratica il consumatore vedendosi aumentare la bolletta del 30% dovrebbe essere incentivato ad abbandonare il gas facendosi carico di investimenti molto ingenti e non alla portata di tutti. Un vero obbrobrio normativo”.