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“Dai salari alle tasse . Servono strategie innovative”

Incremento dei costi dell’energia, bilanci delle famiglie segnati dalle spese per il mantenimento della casa e dei figli, stagnazione dei...

Incremento dei costi dell’energia, bilanci delle famiglie segnati dalle spese per il mantenimento della casa e dei figli, stagnazione dei salari e dei ricavi delle imprese. Tutti fattori che contribuiscono a definire una situazione psicologica di scarso ottimismo e fiducia nel futuro e che, alla fine, finiscono col pesare in modo particolare sui settori del commercio e del turismo. Se poi ci aggiungi la concorrenza della grande distribuzione, il ricorso sempre più alto agli acquisti online sulle grandi piattaforme che godono di agevolazioni fiscali e gli aumenti rilevanti dei costi di gestione e delle locazioni, si capisce quanto siano pesanti le preoccupazioni per la nostra economia, nonostante le previsioni ci suggeriscano un lieve aumento del Pil (Prodotto interno lordo) da qui al 2028″. Preoccupato, ma non rassegnato Dario Domenichini, presidente regionale di Confesercenti Emilia Romagna. “Il commercio di prossimità – sottolinea – negli ultimi anni è stato sottoposto ad una serie di sfide e opportunità che lo hanno messo a dura prova. Stiamo dimenticando in fretta quanto successo nei lunghi periodi di lockdown con la pandemia da Covid-19, quando molti negozi hanno dovuto affrontare chiusure temporanee e una diminuzione drastica delle vendite che, in tanti casi, hanno portato alla cessazione definitiva dell’attività. Ma è stato proprio quel periodo nefasto che ha fatto riscoprire e apprezzare il grande valore sociale dei negozi di vicinato”. Quali sono le sfide, presidente, che nel 2026 attendono il commercio al dettaglio? “Abbiamo bisogno di una strategia d’intervento a livello nazionale in grado di incidere su aspetti normativi e fiscali che dovrebbero coinvolgere anche il livello europeo. In questa direzione un giusto contributo potrà arrivare dalla piena attuazione della legge regionale 12 del 2023 sull’economia urbana. A livello locale c’è stato un gran lavoro sul tema degli hub urbani e di prossimità. Adesso occorrono finanziamenti adeguati, ripetuti nel tempo e finalizzati ai progetti di valorizzazione commerciale presentati sulla base dell’articolo 6 della legge citata. Importante la garanzia di adeguate risorse ai confidi di settore”. Il turismo regionale come se la passa? “Il nostro sistema turistico è ancora competitivo ed in grado di soddisfare i desideri di un pubblico ampio e variegato, ma non dobbiamo darlo per scontato. La Direttiva Servizi deve impegnare tutti gli attori. Non vogliamo che venga affondato il modello balneare della Costa Romagnola, fatto di imprese fortemente radicate, di imprenditori collaborativi e attenti alle esigenze sia del cliente, che del territorio. E, sebbene stiano attraversando una situazione leggermente migliore, le imprese del turismo vivono un momento di tenuta più che di sviluppo. La crescente attenzione verso il turismo sostenibile impone alle imprese di adottare pratiche eco-friendly che necessitano di investimenti importanti e che si affiancano a costi di gestione sempre più rilevanti”. Serve quindi una visione… “Per questo settore, decisivo per l’economia regionale, occorrono politiche attive puntuali e, anche qui, ripetute nel tempo. Bene, dunque, il bando per le strutture ricettive alberghiere e all’aria aperta che si aprirà fra poco, ma è indispensabile mantenere un livello adeguato di finanziamento alla legge regionale 40 che ha dimostrato di funzionare molto bene in questi anni per dare continuità alla promozione sui mercati nazionale e internazionali. In una situazione che vede lo sviluppo di nuove forme di ricettività e somministrazione, sarà utile aggiornare la legge regionale 16, come più volte chiesto dalle nostre federazioni di settore e agire con molta cautela, nel frattempo, per evitare di agevolare ulteriormente chi gode già di vantaggi e agevolazioni”. È ancora difficoltoso trovare personale per le imprese del turismo e del commerciò? “Sì, purtroppo. E non riguarda solo la possibilità di trovare il numero sufficiente delle persone richieste a mandare avanti l’impresa, ma diventa drammatica anche la carenza di competenze indispensabili. Non siamo convinti che sia solo un problema di scarsi salari, visto che le nostre imprese applicano correttamente i contratti di lavoro stipulati e che garantiscono tutele e stipendi ritenuti adeguati alle persone. Ci vogliono maggiori finanziamenti anche sulla formazione professionale e maggiore promozione delle professioni legate al commercio e al turismo per far tornare attrattivo il lavoro in questi settori”.