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Casartigiani Lombardia, “La morìa di imprese si è fermata. Vedo i primi segni di ripresa”

Sedici anni sulle montagne russe, tra momenti difficili e fasi di risalita e trasformazione: dalla grande recessione al Covid, passando...

Sedici anni sulle montagne russe, tra momenti difficili e fasi di risalita e trasformazione: dalla grande recessione al Covid, passando per guerre, caro energia e tassi d’interesse elevati. Eppure, l’artigianato lombardo resiste. Non solo. “Mostra segnali di stabilizzazione che raccontano la forza di un tessuto produttivo fatto di micro e piccole imprese, spesso familiari e radicate nei territori”, ne è certo Mauro Sangalli, presidente e coordinatore di Casartigiani Lombardia, guardando all’anno appena iniziato.

Presidente Sangalli, che momento sta vivendo l’artigianato lombardo?
“In Lombardia, come nel resto del Paese, stiamo attraversando una fase di sostanziale stabilizzazione. Dopo anni molto difficili, il terzo trimestre dello scorso anno mostra una lieve flessione dell’1,1% ma nulla di paragonabile alla morìa di imprese registrata tra il 2008 e il 2010. Le aziende hanno dimostrato una resilienza straordinaria: in sedici anni hanno affrontato una serie di tsunami, dall’emergenza sanitaria ai conflitti internazionali, con forti ricadute su costi dell’energia, materie prime e tassi di interesse”.

Quando si parla di imprese e artigianato, quali sono i numeri della Lombardia?
“Le imprese attive in Lombardia sono circa 815.661, di cui 229.753 artigiane. Il 40% ruota attorno alla filiera delle costruzioni, il 20% al manifatturiero, il resto ai servizi alla persona, alle cose e all’artigianato tradizionale. La filiera delle costruzioni ha beneficiato molto degli incentivi, in particolare del Superbonus 110%, che è stato una vera boccata d’ossigeno per un settore che veniva da anni di difficoltà. Per questo accogliamo con soddisfazione la conferma del bonus ristrutturazioni, tema nevralgico per queste imprese”.

Quali sono oggi le principali difficoltà?
“Uno dei nodi centrali è la manodopera. C’è una forte difficoltà nel reperire forza lavoro e il problema riguarda tutti i settori. Allo stesso tempo dobbiamo rendere più attrattivo il comparto per i giovani: l’artigianato ha radici tradizionali, ma negli anni si è evoluto, integrando tecnologia e anche intelligenza artificiale”.

Il nodo giovani resta decisivo.
“È un tema che mi sta particolarmente a cuore. Da anni faccio orientamento nelle scuole e vediamo ancora una forte spinta verso i licei, mentre istituti tecnici e professionali sono percepiti come percorsi di “serie B“. È un errore: il 90% dei ragazzi che escono da questi istituti trova subito lavoro. Il vero orientamento passa anche dai genitori, dall’eliminare questo tabù. Con il progetto “Intraprendere“ stiamo avvicinando i giovani al mondo dell’impresa in modo concreto, partendo da idee progettuali simili a startup. L’artigianato, ancora oggi, è futuro”.

Che clima economico si respira oggi?
“Negli ultimi anni il mercato interno ha sofferto, ma ora iniziano a vedersi segnali di ripresa dei consumi, anche grazie al calo dell’inflazione e ai rinnovi dei contratti nazionali e di secondo livello. Questo genera maggiore fiducia sia per le imprese sia per le famiglie. Rimane il tema dell’energia: paghiamo costi ancora troppo alti rispetto ai nostri competitor. I prezzi delle materie prime stanno calando, ma il quadro resta incerto. Le previsioni sul Pil parlano di una leggera crescita: siamo in una fase transitoria, con più punti di luce rispetto al passato”.

E sul fronte export?
“Il mercato dell’artigianato è in larga parte interno, ma anche sull’export la congiuntura resta positiva, nonostante i dazi. Nella fase di annuncio delle nuove misure, molte aziende straniere hanno anticipato gli acquisti, creando un incremento “drogato“. Ora bisognerà capire cosa succederà. L’Europa, e in particolare la Germania, restano mercati fondamentali. Su quest’ultima considerazione vorrei aggiungere una cosa”.

Prego…
“Serve un’Europa più unita: divisi siamo più deboli, uniti potremmo fare la differenza anche nei confronti di Stati Uniti, Cina e Russia”.

Che anno sarà?
“Il tema del credito resta centrale. Anche se la Banca centrale europea ha ridotto i tassi, per le micro e piccole imprese l’accesso ai finanziamenti è sempre complicato. In Lombardia un ruolo fondamentale è svolto da realtà come i confidi, Artfidi Lombardia e la nuova Artigiancassa. La Regione ha reagito bene, confermandosi prima regione manifatturiera d’Europa, anche grazie agli strumenti sulle filiere produttive e alle nuove zone di innovazione e sviluppo. Il principio è semplice: fare squadra. Da soli non si va lontano”.

Federico Dedori