CONDIVIDI SU:

“Dazi e instabilità bloccano gli investimenti e la crescita delle imprese”

INSTABILITA’ INTERNAZIONALE che mina le esportazioni, infrastrutture inadeguate, più attenzione da parte delle istituzioni pubbliche al mondo artigiano. Sono i...

INSTABILITA’ INTERNAZIONALE che mina le esportazioni, infrastrutture inadeguate, più attenzione da parte delle istituzioni pubbliche al mondo artigiano. Sono i temi caldi sui quali si sofferma il presidente di Cna Toscana, Luca Tonini.

Presidente Tonini, il 2026 si apre in un contesto internazionale molto instabile. Quanto pesa la situazione geopolitica sulle imprese toscane?

“Pesa moltissimo. Siamo una regione ad altissima vocazione all’export e quindi inevitabilmente esposta a tutto ciò che accade fuori dai nostri confini. Da giorni si torna a parlare di dazi statunitensi nei confronti dell’Europa, con dichiarazioni che cambiano di continuo. Viviamo con una vera e propria spada di Damocle. Oggi un imprenditore riceve un ordine a certe condizioni, domani quelle condizioni possono cambiare perché qualcuno decide di introdurre o rimodulare i dazi. In alcuni settori siamo arrivati anche ad un 20% di dazio, che si somma alla svalutazione del dollaro rispetto all’euro, rendendo i nostri prodotti più costosi e meno competitivi. È una situazione che rende difficilissimo programmare”.

Per questo gli investimenti delle imprese rallentano?

“Fino a pochi anni fa le imprese programmavano investimenti a tre, quattro, cinque anni. Oggi già riuscire a programmare ad un anno è un’impresa ardua. Il continuo mutare degli scenari internazionali, dalla guerra commerciale Usa-Europa fino alle tensioni globali, rende tutto instabile. Il piccolo, che è la gran parte del nostro tessuto produttivo, è il primo a subirne le conseguenze”.

In questo quadro, l’accordo Mercosur può rappresentare una boccata d’ossigeno?

“Sì, è sicuramente una buona notizia. L’accordo tra Unione Europea e Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay ha azzerato dazi che arrivavano anche al 60-120% e apre nuove opportunità di scambio. Non risolverà certo i problemi di mercati fondamentali come quello americano, ma rappresenta una boccata d’ossigeno importante per molte imprese. Detto questo, va gestito con grande attenzione: va tutelata la nostra agricoltura e il nostro agroalimentare, eccellenze riconosciute a livello mondiale. Aprire i mercati non significa abbassare la guardia sui controlli, sulla qualità dei prodotti, sugli Ogm e sui metodi di produzione”.

Venendo alla Toscana, come giudica lo stato di salute dell’economia regionale?

“La Toscana cresce poco e cresce in modo disomogeneo. È una regione a tre velocità: la costa, le aree metropolitane e le città d’arte da una parte, le aree interne dall’altra. Queste ultime soffrono in modo particolare per il pendolarismo e per infrastrutture inadeguate. Pensiamo alla linea Faentina, rimasta chiusa per mesi, con i pendolari che non sanno a che ora arrivano al lavoro o quando rientrano a casa la sera. È una situazione che pesa sulla qualità della vita e sulla competitività dei territori”.

Quali sono le priorità su questo fronte?

“Il corridoio tirrenico, su cui serve una presa di posizione forte della Regione nei confronti del governo, l’ampliamento della terza corsia dell’A11 e poi la FiPiLi. L’idea di introdurre su quest’ultima un pedaggio solo per i mezzi pesanti non risolve il problema. Servono investimenti strutturali. Ci sono anche grandi imprese che stanno proponendo un partenariato pubblico-privato per creare una società di gestione delle strade toscane con capitali adeguati. È una partita che va affrontata con serietà e visione”.

Cosa chiedete alla Regione?

“Prima di tutto chiediamo un incontro, che ad oggi non c’è ancora stato. La Toscana ha bisogno di politiche vere a favore dell’artigianato, di sostegno agli investimenti che siano davvero a misura di micro e piccola impresa. Ci aspettiamo che la Regione, con i propri bandi, tenga conto del mondo dell’artigianato e della manifattura diffusa. Solo così potremo evitare che la Toscana continui a crescere troppo lentamente”.