“Il 2026, un altro anno complicato per le imprese”
LE STIME di crescita per il 2026 sono molto basse (+ 0,7%), come già emerso dalla nostra ultima ricerca dello scorso dicembre e confermate dalle previsioni dei maggiori organismi economico-finanziari ma, tenuto conto degli eventi di queste settimane e dell’acutizzarsi delle relazioni internazionali, l’incertezza che regna sovrana da alcuni anni a questa parte è destinata ad aumentare ulteriormente”. Per Michele Carloni, presidente di Cna Umbria, il 2026 sarà “un altro anno complicato per le imprese”.
“Tra tante aspettative negative, un elemento positivo è sicuramente quello della firma dell’accordo di libero scambio Mercosur, che offrirà la possibilità alle imprese europee e italiane di accedere a un mercato potenziale di oltre mezzo miliardo di consumatori senza l’applicazione di dazi o con tariffe doganali contenute – è l’analisi di Carloni –. Per il 2026 sono importanti anche le misure decise con l’ultima legge di bilancio varata dal governo e mirate al sostegno degli investimenti delle imprese: mi riferisco all’iperammortamento al 180% su beni di importo fino a 2,5 milioni di euro e gli incentivi per le imprese che operano in uno dei 37 Comuni umbri inclusi nell’area ZES. Consideriamo interessante anche la detassazione dei premi di produzione ai dipendenti fino a 5mila euro, perché siamo convinti che uno degli strumenti più efficaci per rendere le imprese umbre più attrattive sia quello di aumentare, sia pure in modo indiretto, le retribuzioni dei lavoratori. Alla luce di queste misure a valenza nazionale ne servirebbero altre da parte della Regione Umbria, mirate soprattutto a sostenere le micro e piccole imprese, di fatto escluse dall’accesso ai benefici della ZES e a quelli dell’iperammortamento: nel primo caso perché l’investimento minimo da fare per godere dei crediti d’imposta previsti nella Zona Economica Speciale è pari a 200mila euro, nel secondo caso perché per riuscire a godere del beneficio le aziende devono poter contare su utili consistenti e ripetuti per tutta la durata del periodo di ammortamento previsto per il bene incentivato. Ecco perché servirebbero misure regionali per le imprese più piccole, in primis strumenti mirati a sostenerne i processi di internazionalizzazione: l’attività prevalente in cui sono impegnate le imprese manifatturiere, ad esempio, soprattutto dopo i dazi di Trump, è quello della diversificazione dei mercati di sbocco”.
“Purtroppo – continua nell’analisi il presidente di Cna Umbria – ad oggi ancora non sappiamo quali siano le misure che la Regione Umbria intende adottare per il triennio 2026/2028, coincidente con gli ultimi anni dell’attuale programmazione dei fondi strutturali. Confidiamo nel fatto che, avendo la ZES aperto la possibilità di attuare effettive ed efficaci semplificazioni riguardo all’aperture di nuove imprese o all’ampliamento di aziende già esistenti, venga finalmente avviato anche in Umbria un processo di sburocratizzazione e semplificazione che possa portarci ad avere piattaforme uniche per le principali esigenze delle imprese: innanzitutto una piattaforma regionale da utilizzare per tutte le richieste nei confronti della pubblica amministrazione; un’altra piattaforma unica per la gestione degli appalti pubblici e, infine, una per l’accesso ai bandi. Quello che sta accadendo con la gara sul trasporto scolastico, gestita da Puntozero per una pluralità di Comuni, non va sicuramente nella direzione giusta perché porterà alla penalizzazione delle imprese umbre. Insomma, il quadro è tale che anche quest’anno le imprese umbre dovranno lavorare tanto e duramente per riuscire a superare le sfide in atto”.