Maurizio Bigazzi, presidente di Confindustria Toscana

«Toscana, buona capacità di reazione. Il nostro problema? Energia e materie prime. Così la risalita diventa scivolosa»

Costi più sostenibili per energia e materie prime. Sono i cardini per una ripresa dell’economia nel 2022 secondo il presidente di Confindustria Toscana, Maurizio Bigazzi.

Qual è lo stato di salute dell’economia toscana?
«Lo scorso anno, la Toscana, in un contesto mondiale di ripresa anche superiore alle aspettative, ha dimostrato una buona capacità di reazione. Ma i nostri problemi oggi sono: energia e materie prime, che unite alla nuova emergenza pandemica rischiano di rendere molto scivolosa questa risalita. Il gas naturale in Europa ha subito un una impennata del +723%, che nel nostro Paese si è trasferita sul prezzo dell’energia elettrica, facendo schizzare in modo spropositato i costi energetici delle imprese industriali».

Chi soffre di più?
«Ci sono settori come la carta e il vetro in estrema difficoltà, ma tutti genericamente stanno subendo pesanti ripercussioni, perché la bolletta energetica impatta sui conti di ogni azienda. Il nostro Centro studi nazionale ha stimato, pochi giorni fa, in Italia 37 miliardi di costi energetici per le imprese nel 2022. Erano 8 miliardi nel 2019. A questo aggiungiamo, anche l’aumento dei prezzi delle materie e sussidiarie. Ci stanno strangolando. Nessuno escluso. In maniera diretta o indiretta, i costi gravano pesantemente su tutti e stanno ipotecando la ripresa di interi settori: dall’edilizia, alla chimica, alla metalmeccanica, stanno colpendo trasversalmente tutti; anche l’agroalimentare che, a fronte di una sostanziale invarianza dei consumi, sta subendo pesanti rincari di alcune commodities, dovuti anche a odiosi fenomeni speculativi».

Come si stanno muovendo le istituzioni?
«Sul fronte energetico è importante che il Governo metta in campo una serie di provvedimenti che vadano nella direzione di sterilizzare il più possibile questi rincari, perché per alcuni comparti fondamentali per l’economia toscana stanno diventando una questione di sopravvivenza. Abbiamo bisogno di interventi strutturali, i margini operativi di molte imprese si stanno assottigliando in maniera preoccupante, perché hanno difficoltà a trasferire sui clienti i rincari e mi chiedo: quanto potranno andare avanti?»

Con queste premesse come sarà il 2022?
«Sarà un anno complicato. Come dicevo siamo in presenza di una risalita scivolosa e grandi preoccupazioni continua a suscitare l’andamento dell’industria turistica soprattutto nelle città d’arte. Se non fosse per lo shock energetico le prospettive per i primi mesi del 2022 sarebbero incoraggianti: oltre la metà delle imprese prevedeva un fatturato in aumento. Questo, sarà un anno importante perché ci sono partite fondamentali come le risorse dei Fondi strutturali della nuova programmazione europea e il Pnrr, che dobbiamo gestire bene perché è essenziale utilizzarle al meglio redendole complementari e stiamo lavorando con una task force e attività dedicate a orientare le imprese e supportarne i progetti. Abbiamo inoltre proposto al presidente Eugenio Giani, un patto per lo sviluppo della Toscana, con un approccio che espliciti obbiettivi prioritari e risorse necessarie al raggiungimento degli stessi. Pnrr e Fondi europei sono opportunità straordinarie per la necessaria metamorfosi di tutto il sistema produttivo toscano».

Vuole aggiungere ancora qualcosa?
«Una ultima considerazione, per la nostra regione sostenibilità può significare anche lavorare ad un piano regionale per l’economia circolare e la gestione dei rifiuti, che dia risposte anche sui rifiuti speciali delle imprese, sfruttando al massimo le sinergie tra pubblico e privato, e promuovendo la realizzazione degli impianti necessari e tecnologicamente appropriati, sulla base delle indicazioni comunitarie in materia, e delle migliori tecnologie presenti sul mercato».