«Politiche strategiche per ridare slancio al tessuto economico»

«OGNUNO VALE quanto le cose a cui dà importanza». Queste parole dell’imperatore Marco Aurelio valgono per ogni uno di noi e possono essere traslate anche nella vita economica della nostra regione. Per individuare azioni e obiettivi che i decisori devono assumere in un difficile momento determinato da guerre, crisi economica, crisi ambientale».

Parte da qui una riflessione sull’Umbria 2024 di Giuliano Granocchia, presidente della Confesercenti Umbria. «La crisi economica anche nella nostra regione sta producendo un calo dei consumi ed una modifica dei comportamenti dei cittadini: più hard discount, taglio di consumi percepiti come non essenziali per far fronte all’aumento di mutui e inflazione. Spirali pericolose se non interverranno politiche in grado di redistribuire la ricchezza presente. Il commercio – nota Granocchia – ha bisogno di misure nazionali che rimettano le mani in quello che è stato dagli anni ‘80 il settore più liberalizzato dell’economia nazionale. Questo per tornare a dare importanza al potere di acquisto e alla dignità di migliaia di piccoli commercianti. Serve dare importanza al potere di acquisto di salari troppo bassi riposizionando parte del sistema umbro verso produzioni con alto valore aggiunto. Serve dare importanza a politiche di sviluppo che sempre più facciano del nostro ambiente e del nostro paesaggio valori irriproducibili. Pnrr e nuova programmazione dei Fondi strutturali europei sono grandi opportunità per definire l’Umbria del futuro. Per farla tornare ad essere terra di attrazione non solo turistica ma anche economica e sociale. Vanno intraprese, proseguendo le politiche di settore, nuove progettualità verso i target del turismo facendo dell’Umbria una terra che sa coniugare il passato artistico e culturale con la contemporaneità dell’arte e dell’architettura. Un Umbria capace di dare importanza alle eccellenze che ha e diremo così ciò che valiamo».