«Momento delicato. Il futuro sostenibile resta una priorità»

«Dal vecchio anno ereditiamo un momento delicato per tutti. L’aumento del prezzo dell’energia e del carburante dovuta al conflitto con l’Ucraina, la mancanza di materie prime, l’incremento del costo dei fertilizzanti, la siccità e i problemi che ha portato. Elementi che trainano l’inflazione e che hanno fatto crescere di molto i costi delle produzioni per gli agricoltori». E’ un’analisi preoccupata quella di Matteo Bartolini (foto), presidente di Cia Agricoltori italiani dell’Umbria ma anche vice presidente nazionale dell’associazione di categoria.

Senza considerare che la perdita del potere di acquisto delle famiglie medie italiane – aggiunge – incide sui consumi e, di conseguenza, sulle vendite. Tutto questo si contestualizza in una fase delicata che vede agricoltori e allevatori vivere una crisi senza precedenti dove il rischio è quello che le aziende cessino l’attività, non riuscendo più a sostenere le spese». Ma c’è anche un 2023 che inizia che qualche speranza la alimenta.

«Il nuovo anno – continua Bartolini – porta tutti noi ad affrontare nuove sfide per un futuro più sostenibile sotto il profilo ambientale, economico, sociale che possiamo sostenere con la nuova riforma della politica agricola comune (Pac), con stanziamenti per il 2023 – 2027 di 386 miliardi. Una Pac che alza il livello delle sfide ambientali, che aiuta i “piccoli” riducendo del 10% le risorse precedentemente destinate ai “grandi”. A livello regionale, poi, c’è il Complemento di sviluppo rurale dell’Umbria (Csr) che dal primo gennaio 2023 mette a disposizione 534 milioni di euro in cinque anni alle imprese agricole e agroalimentari. Anche Cia Agricoltori Italiani dell’Umbria – conclude – si prepara alle nuove sfide per dare il via a questo 2023 lavorando insieme per migliorare le condizioni economiche, sociali ed ambientali e del settore agricolo ed agroalimentare».