Lorenzo Venturini, amministratore delegato Gvm Emilia Romagna

«Investiremo in tutti gli ambiti medici. La tecnologia è una risorsa fondamentale»

Maria Cecilia Hospital, ospedale di alta specialità accreditato con il Ssn, fa parte di Gvm Care & Research, gruppo fondato e presieduto da Ettore Sansavini. La struttura sanitaria ha nei suoi punti di forza l’innovazione tecnologica, l’attenzione al paziente e la ricerca. Una strategia adottata da Gvm anche per le altre strutture dell’Emilia Romagna. Lorenzo Venturini, amministratore delegato Gvm Emilia Romagna, ha tirato le somme del 2021: «Gli ultimi anni caratterizzati dall’emergenza Covid sono stati e sono tutt’ora impegnativi, ma Maria Cecilia Hospital ha comunque continuato il proprio percorso di crescita, di attività clinica, di ricerca scientifica e di reputazione».

Il 2022 per Maria Cecilia Hospital su quali attività sarà prioritariamente basato e che obiettivi vi siete dati?
«L’anno che ci aspetta deve essere la conferma del percorso intrapreso. Un percorso che ci vede prioritariamente impegnati nell’ottenere il riconoscimento del titolo di Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs). Un obiettivo frutto di grande impegno da parte di tutto il team e in particolare di medici e ricercatori, che ha richiesto importanti investimenti sotto diversi aspetti, primo tra tutti il nuovo laboratorio di ricerca traslazionale. Inoltre, come abbiamo sempre fatto negli anni passati, abbiamo incrementato anche in termini di nuove tecnologie (si pensi all’introduzione di sistemi robotici in sala operatoria, Tc di ultima generazione e tecnologie per la radioterapia)».

Gvm è presente in Emilia Romagna con diverse strutture sanitarie, per le quali lei ha il coordinamento complessivo, quali sono i progetti di quest’anno e dei prossimi anni?
«Gli anni del Covid hanno ulteriormente rafforzato il rapporto con il Servizio sanitario nazionale, di cui noi come gruppo con Ospedali privati convenzionati facciamo parte a pieno titolo, che abbiamo affiancato nell’emergenza. Abbiamo otto strutture in Emilia-Romagna, cinque ospedali e tre poliambulatori, ma la condivisione degli obiettivi di posizionamento fa sì che sia più corretto parlare di un ospedale su otto presidi: questo è il senso di appartenere ad un gruppo come Gvm. Continueremo ad investire in tutti gli ambiti medici che ci caratterizzano e in particolare sul cardiovascolare, sia dal punto di vista tecnologico che della ricerca. Ci concentreremo sullo sviluppo e potenziamento di alcune specialità chirurgiche come ad esempio la chirurgia bariatrica a San Pier Damiano Hospital (Faenza)».

Le strutture Gvm in Emilia Romagna investono molto in termini tecnologici dove siete ora e su cosa investirete nel breve periodo?
«Da qualche anno la spinta innovativa è legata anche all’ambito della ricerca scientifica: è il caso ad esempio della robotica per la cardiologia interventistica. Maria Cecilia Hospital è l’unica struttura in Italia a disporre di un sistema robotico per trattare le ostruzioni coronariche con estrema precisione; tra poche settimane contiamo di essere primi al mondo per casistica, anche sulle carotidi. Abbiamo installato a Salus Hospital, a Reggio Emilia, una sala operatoria «ibrida» con setting tecnologico di ultima generazione, al servizio dei casi più complicati in ambito cardiovascolare. San Pier Damiano Hospital sarà presto dotato del Robot DaVinci, il sistema robotico più avanzato per il trattamento delle patologie urologiche, applicabile anche ad altri distretti. Tutte le Strutture dispongono di Tc, Rm e tecnologie diagnostiche di ultima generazione, che rinnoviamo periodicamente per incrementare l’efficacia dei percorsi di cura e di prevenzione. È questo il caso, ad esempio, della nuova Tc a Maria Cecilia Hospital o della Rm dinamica al Medical Center di Forlì. Tutto ciò guidato dall’implementazione dei sistemi informativi aiutati anche dall’intelligenza artificiale».